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Diete pericolose dall'anno 1000 agli anni '60

Un breve elenco di diete dimagranti del passato, bizzarre, ma soprattutto molto rischiose, per gli amanti della serie: cosa non faresti per perdere peso?!


La top ten


Guglielmo il Conquistatore, regnante in Inghilterra intorno all’anno 1000, era decisamente grasso ed era convinto che per dimagrire bastasse digiunare e bere alcol. Pare che sia morto cadendo da cavallo; ovviamente ubriaco.


Il fisico Thomas Short nel 1727 scrisse “The Causes and Effects of Corpulence” nel quale si ribadiva con forza che per dimagrire era necessario vivere in luoghi lontani dalle paludi. Perché, secondo lui, nelle zone paludose vi era una prevalenza di persone molto corpulente.


Nel 1800 era in voga una sorta di “Anoressia Vittoriana” ovvero si riteneva che la bellezza spirituale, la femminilità e la fragilità, fossero legate a una figura eccessivamente magra e sofferente. E molte donne in quel periodo morirono per denutrizione.


Lord Byron, poeta geniale, ma anche eccentrico, nel 1820 lanciò la “dieta dell’aceto” per dimagrire e purificare se stesso, basata sulla sostituzione dei pasti con acqua e aceto.


Nel 1925 le sigarette venivano caldamente consigliate per perdere chili, in quanto tenevano sotto controllo il senso di fame e il desiderio di mangiare dolci.


L’esploratore Vilhjalmur Stefansson, nel 1928, propose una dieta a base di carne e grassi, e si fece promotore di un modello alimentare basato prevalentemente sul consumo di pesce crudo, grasso di balena e altri animali selvatici, eliminando completamente frutta e verdura.


Nel 1930 prese piede la “dieta della saponetta” basata sul presupposto che sciogliere specifici sali e saponi nella vasca da bagno potesse aiutare a perdere peso e a purificarsi dalle tossine.


Nei primi anni ‘50 le tenie (verme solitario) erano utilizzate per favorire il dimagrimento, così venivano ingerite per ottenere un peso forma e apparire molto magri. Per fortuna questo metodo dimagrante ebbe vita corta. Le tenie, infatti, possono crescere fino a raggiungere i 25 metri di lunghezza e alloggiare nell’intestino fino a provocare, nell’ospite, danni molto gravi.


Nel 1960 s’inneggiava alla dieta “della bella addormentata”. Un originale stile di vita che prevedeva lunghi sonni di bellezza, durante i quali, ovviamente, era impossibile mangiare.


Secondo Herman Taller, un medico americano di origine rumena, che scrisse un libro dal titolo molto allettante: “Le calorie non contano” (1961), per perdere peso non era necessario tenere conto delle calorie dei cibi consumati, occorreva solo evitare di mangiare carboidrati; via libera, invece, a grassi e proteine.


In conclusione


Gli effetti dannosi delle diete estreme sono sempre in agguato e tutte le diete dimagranti, in sostanza, si cominciano sotto la spinta di un disagio dovuto al sovrappeso. Ciò che solo un professionista della nutrizione qualificato può e deve fare è indirizzare la persona in sovrappeso verso un percorso consapevole e sostenibile per arrivare a raggiungere un benessere duraturo. Tanto più per il paziente obeso che spesso non conosce la gravità della sua condizione. L’educazione a una sana alimentazione, dunque, non può che partire dall’infanzia.


Autore: Patrizia Maria Gatti


Fonti:

http://blog.you-ng.it/2013/06/07/le-10-diete-piu-pericolose/

LE 10 DIETE PIÙ PERICOLOSE dal 1700 al 1960

di Francesca di Marco

Scritto da Bric-a-brac 7 giugno 2013


http://www.fitday.com/fitness-articles/fitness/weight-loss/the-dangers-of-extreme-dieting.html#b

The Dangers of Extreme Dieting