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REGOLAZIONE DEL PESO CORPOREO

L'obesità è una condizione morbosa dovuta ad un aumento della percentuale di tessuto adiposo in rapporto al peso totale del corpo, è correlata a gravi patologie croniche come il diabete di tipo II (non-insulino dipendente), le disfunzioni cardiovascolari, l'ipertensione, le dislipidemie, i tumori e le alterazioni del metabolismo. Le cause di tale squilibrio possono essere alimentari, di natura endocrina (insufficienza tiroidea, insufficiente produzione di ACTH, di ormoni sessuali, di ormoni corticosurrenalici o di insulina, anche se, generalmente, la genesi è plurighiandolare), oppure nervose (alterazioni del funzionamento dei centri ipotalamici della fame e della sazietà dovute a particolari stati emotivi, tumori, lesioni meningee o ad anomalie del sistema neurovegetativo). Da un punto di vista metabolico è conseguenza della predominanza dei processi anabolici su quelli catabolici, a carico principalmente dei grassi; prevale, in altre parole, la sintesi dei grassi (essenzialmente dei trigliceridi ) sulla loro demolizione. Per questa ragione contribuisce notevolmente all'insorgenza e al mantenimento di uno stato d'obesità una dieta ricca oltre che in grassi anche in carboidrati, dai quali, nel metabolismo intermedio, possono essere sintetizzati i lipidi.

Si tratta di una malattia sociale, diffusa in tutto il mondo, specie nei paesi occidentali ad alto tenore di vita. Le dimensioni del fenomeno negli Stati Uniti d'America sono ormai notoriamente epidemiche: il 60 % della popolazione adulta può essere considerata sicuramente in sovrappeso. In Europa circa il 20 % della popolazione (soprattutto donne) sono state classificate come obese [Seidel JC]. 

I meccanismi patogenetici e l'eziologia dell'obesità non sono stati ancora ben chiariti, una convinzione diffusa racconta questa patologia come una mancanza di volontà nel controllare l'assunzione di cibo. Recentemente però sta diventando sempre più chiaro come l'obesità sia una patologia cronica con associazioni genetiche e neurologiche. Teoricamente si può ritenere che un incremento dell'immagazzinamento, e una diminuzione della dispersione energetica portino ad un aumento dell'energia totale disponibile per i depositi adiposi e un conseguente aumento del peso corporeo. L'obesità può essere definita come un eccessivo accumulo di grasso corporeo, la comune unità di misura utilizzata per definirla è l'indice di massa corporea (IMC, o BMI, Body Mass Index) che è calcolato dividendo il peso del paziente, in chilogrammi, per il quadrato dell'altezza espresso in metri (kg/m2) [NHI, Clinical Guidelines].

L'obesità e il sovrappeso definiti dalle linee guida del National Institute of Health (NHI, Clinical Guidelines) americano sono elencate nella tabella 1.


Tabella 1 - Classificazione del sovrappeso e dell'obesità secondo il BMI
  Classi di obesità BMI (kg/m2)
Sottopeso   < 18.5
Normale   18.5 - 24.9
Sovrappeso   25.0 - 29.9
Obeso 30.0 - 34.9
  II  35.0 - 39.9
Obesità grave III > 40


Sebbene l'indice di massa corporea è comunemente utilizzato come indicazione della presenza d'obesità, non considera la distribuzione del grasso nell'organismo. Inoltre questa misura assume che un peso corporeo elevato equivale ad obesità, anche in presenza di una massa muscolare notevole. Un approccio alternativo è basato sulla misura della circonferenza della vita. Quest'indice informa sulla distribuzione addominale del grasso, essendo positivamente correlato al contenuto di grasso nell'addome, che in una situazione d'obesità è un noto fattore di rischio per le patologie ad essa associate, inoltre la misura non è influenzata dall'altezza [NHI, Clinical Guidelines]. 

La tabella 2, indica il valore di circonferenza della vita cui il rischio per soggetti con BMI compreso tra 25 e 34.9 kg/m2 di sviluppare le complicanze legate all'obesità è elevato.
Possiamo classificare inoltre, l'obesità in relazione alla distribuzione del grasso corporeo:

  • tipo I, (normale) eccesso di grasso corporeo uniformemente distribuito
  • tipo II, (androide) un eccesso di grasso sottocutaneo 
  • tipo III, (viscerale) un eccesso di grasso addominale e viscerale
  • tipo IV, (ginoide) un eccesso di grasso nella regione gluteo-femorale

Numerosi approcci terapeutici per curare i pazienti obesi e in sovrappeso sono stati fino ad ora sviluppati: le diete, l'aumento dell'attività fisica, trattamenti psicologici che permettono di modificare il comportamento alimentare, la chirurgia e non ultimo la terapia farmacologica.
In quest'ultimo periodo è in corso una profonda revisione critica dell'approccio terapeutico all'obesità. Come patologia si potrebbe definire l'obesità una malattia multifattoriale, cioè causata da un insieme di fattori che, probabilmente sommandosi, concorrono all'insorgenza e alla cronicizzazione della malattia; tra questi, ricordiamo sicuramente una sbagliata abitudine alimentare, un ridotto esercizio fisico, e alterazioni del metabolismo.
Da queste considerazioni appare chiaro che l'approccio terapeutico alla malattia deve essere multidisciplinare, correggendo, quando possibile, il comportamento alimentare implementando le diete da un corretto ed efficace sostegno farmacologico.


Tabella 2 - Circonferenza del torace

Donne > 88 cm
Uomini > 102 cm